Senza distrazioni

Prove di alleanza sul mercato cinese per FCA (Fiat Chrylsler Automobiles). La società torinese, infatti, guarda con crescente interesse al mercato orientale e prova a rafforzare la sua presenza sul territorio grazie alla possibile alleanza con il produttore cinese Guangzhou Automobile (Gac), un attore solido e importante sul mercato locale che potrebbe aprire agli italiani un varco di rilievo per il mercato che guarda a Est.

Una partnership consolidata

Il legame tra Fiat Chrylser Automobilies e Gac non è nuovo. Le operazioni in corso, infatti, sono volte più a rafforzarla. È il produttore cinese, infatti, a offrire gli stabilimenti dove prendono vita auto come la Jeep Cherokee e la Renagade. Il polo produttivo è quello di Panyu e la soddisfazione per questa collaborazione è stata spesso espressa proprio dalla controparte cinese. La partnership ha consentito, in particolare, di ridare slancio alle vendite e alla reputazione della Jeep in Cina, un marchio presente già da 30 anni che ha visto uno stop alla produzione dopo il
fallimento degli accordi tra Chrysler e Daimler. Oggi, questa produzione, sta vivendo una seconda giovinezza, con ottimi risultati anche in termini di vendite. Una buona notizia anche per le compagnie assicurative, come potrebbe essere in Italia UnipolSai, pronte a offrire un preventivo auto sempre più competitivo.

Lo scenario cinese

Il problema dell’inquinamento sta rapidamente trasformando le caratteristiche del mercato auto cinese. Aumenta la vendita di auto ibride, come chiaro segnale di una attenzione crescente verso i temi della sostenibilità ambientale da parte della popolazione. Inoltre si stima che entro il 2030 le vendite dovrebbero superare quelle di altre tipologie di automobili per arrivare. È il Governo a pressare il tessuto produttivo, incentivandolo con numerose misure ad imprimere una forte accelerazione ai processi di miglioramento delle qualità tecnologiche relative alla trazione elettrica.
L’obiettivo è quello di arrivare, in maniera graduale, all’abolizione del ricorso ai combustibili fossili.

Uno sguardo al futuro

Anche se mancano conferme e commenti ufficiali da parte di FCA, la collaborazione con il partner cinese sembra andare proprio nella direzione di una ricerca di nuove opportunità di sviluppo del mercato: i modelli più competitivi, la nuova rete commerciale caratterizzata da qualità e capillarità. Una rete che già vede protagoniste le auto targate Alfa Romeo, una rete che – per il partner cinese – potrebbe tradursi nell’occasione per ampliare il proprio business al di fuori dei confini nazionali, puntando agli Stati Uniti. In questo contesto la collaborazione con la casa di produzione italiana si presta a una naturale apertura del mercato statunitense.

I dati del mercato cinese

In Cina, nel corso dell’anno passato, sono stati venduti ben 28 milioni di veicoli. Di questi, 9 milioni sono stati Suv. Si tratta, quindi, di un mercato di grande interesse, che presenta importanti tassi di crescita. La manifattura locale trova nella collaborazione con FCA la strada migliore per integrare competenze e conoscenze e rispondere con strumenti concreti ai propri limiti, legati soprattutto a due elementi: logistica e infrastrutture carenti.

Il primo passo falso

Nel 2019, il produttore cinese ha in programma di lanciare sul mercato Usa un nuovo marchio: Trumpchi, che in cinese vuol dire “leggendario, portatore di fortuna”. L’assonanza con il nome del Presidente statunitense, però, ha imposto una trasformazione del marchio che debutterà con un nuovo nome.